Sono tornata ad occuparmi di Selezione del Personale dopo quasi 9 anni e devo dire che le dinamiche sono totalmente cambiate. I Social Media dominano le regole del gioco e questo vale non solo nella vita personale di ognuno di noi, ma anche in quella professionale che lo vogliamo o no. Oggi, professionalmente parlando, se non hai un profilo Linkedin non esisti per il mercato della Selezione. E non è una mera questione di presenza e basta, ma stiamo parlando di un vero e proprio biglietto da visita, è la nostra presentazione al mondo, il nostro “Personal Branding” per dirla all’americana.

Molte aziende e societá di selezione del personale stanno usando le soluzioni offerte da Linkedin per la ricerca dei profili giusti e questo offre un grande vantaggio per chi vuole muoversi sul mercato e rendersi visibile: Linkedin ti consente di costruire relazioni professionali in maniera molto democratica, arrivando a contattare persone altrimenti inarrivabili. Ovviamente ci sono delle regole da seguire e una delle più importanti è avere un profilo che parli di noi, che ci rappresenti degnamente e che sia legato ai nostri obiettivi professionali.

Non è mia intenzione scrivere un’articolo tecnico e omnicomprensivo su Linkedin, per questo esistono davvero tanti ottimi autori e libri, e tra tutti vi consiglio di leggere il libro di Ale Agostini “Fai carriera con Linkedin”. Mi piacerebbe, invece, darvi degli incipit semplici e diretti su 8 cose facili facili da fare per rendere il vostro profilo più attrattivo e lo dico dal punto di vista di addetta ai lavori costretta a vedere certe volte davvero cose imbarazzanti.

 

# 1: L’importanza della Foto Profilo

Impostare una foto profilo su Linkedin non è una scelta facoltativa ma è un “must”. È oramai declarato che i profili senza foto sono in assoluto i meno visionati. Ma attenzione alla foto che usiamo! Non basta prendere la prima foto che ci capita nella galleria immagini e postarla brutalmente sul profilo: la nostra immagine parla di noi, di come ci vediamo e cosa vogliamo mostrare agli altri. Una foto professionale sarebbe l’optimus, ma siccome non possiamo tutti investire in uno shooting, ecco alcuni accorgimenti da usare nella scelta della foto:

  • usiamo una foto a colori e non in bianco e nero;
  • la foto dovrebbe mostrare il nostro viso principalmente, al massimo mezzo busto;
  • usiamo una foto in cui ci mostriamo come siamo abitualmente a lavoro, quindi vietate foto personali (veto totale alle foto di noi in vacanza, vicino l’albero di Natale, mentre ci baciamo sotto il vischio, etc. etc.);
  • i vestiti che indossiamo in foto devono essere rappresentativi del tipo di lavoro che facciamo o vogliamo fare. Se il nostro nome all’anagrafe non è Mariano Di Vaio o Taylor Hill, evitiamo di usare foto in costume: loro, volendo, potrebbero perchè per lavoro fanno i modelli e quindi avrebbe senso (non parliamo di estetica ovviamente, ma di fitting tra chi siamo e che lavoro facciamo).

# 2 L’importanza delle parole chiave

Le parole chiave (keywords) per Linkedin hanno la stessa importanza delle parole chiave per le ricerche su Google. Queste, infatti, sono le parole che consento agli altri (selezionatori, head hunters, business partners, etc.) di trovarci su Linkedin.
Io stessa se devo cercare, per esempio, una risorsa per il ruolo di Key Account con esperienza nel settore Fashion per il canale Retail, userò tutte le parole che ho declinato in grassetto per il mio scouting. Se il tuo profilo ha queste keywords, apparirà in alto nei risultati della mia ricerca: questo perché l’algoritmo mi mostrerà prima i profili che hanno la maggior densità di parole chiave. Assicuriamoci, quindi, che il nostro profilo abbia le giuste parole chiave e che queste siano presenti un pò dappertutto: nella headline, nel summary e nella declinazione delle nostre esperienze di lavoro.

# 3 L’importanza della Headline

La headline è il primo messaggio, dopo la foto, che le persone vedono di noi. Spesso le persone usano scrivere solo il job title attuale: evitiamo quest’errore! L’Headline è molto di più, è il riassunto in 120 parole di chi siamo. È la nostra presentazione al mondo, per cui spendiamo qualche minuto in più e scriviamola bene. Nel mio caso vedrete che ho solo l’attuale job title, e questa è una scelta motivata da un progetto di employer branding che stiamo seguendo, poi ve ne parlerò.

#4 L’importanza del Summary

Questa è la sezione che descrive al mondo le nostre esperienze e le nostre competenze. È la sezione che cattura o manda via il lettore, è la nostra prima occasione di incontro e contatto con chi sta visitando il nostro profilo più attentamente. E allora usiamo questo spazio per parlare di noi, dei nostri obiettivi e delle nostre competenze e non dimentichiamo di usare le “keywords”.

#5 L’importanza delle azioni

Al termine del summary non dimentichiamo di inserire un’azione, quella che gli esperti di social media e digital stratega chiamano “call to action”. In sostanza invitiamo chi ci sta leggendo a connettersi con noi, per esempio, oppure dichiariamo esplicitamente cosa stiamo cercando.

#6 L’importanza dei contatti

Sembra scontato, lo so, ma credetemi capita molto più spesso di quanto possiate immaginarlo: le persone non lasciano dettagli su come essere contattati. Grave, gravissima dimenticanza! Decidiamo il nostro canale preferenziale per essere contattati e lasciamo quello. Ovviamente deve essere un canale che controlliamo con frequenza: evitiamo il nostro indirizzo email che leggiamo una volta all’anno!

#7 L’importanza delle immagini

“Anche l’occhio vuole la sua parte”: frase trita e ritrita, lo so, ma scontatamente vera soprattutto sui social. Se vogliamo rendere il nostro profilo un po’ più vivo e attrattivo, aggiungiamo foto, video, presentazioni. Offriremo a chi ci sta visitando un motivo in più per soffermarsi sul nostro profilo.

#8  L’importanza del Networking

Il potere di Linkedin sta, in buona sostanza, nel fatto che in pochissimi steps puoi entrare in contatto con persone di tutto il mondo. Le persone con cui siamo connessi sono il nostro primo livello di networking e ci danno accesso ai loro contatti, che diventano il nostro secondo livello di connessioni, e così via…Più connessioni abbiamo maggiore è la possibilità di comparire nelle ricerche degli altri. Ovviamente, come nella vita reale, le connessioni (relazioni) vanno curate: non è pensabile che si abbiano 5000 connessioni e non si interagisca con nessuno di loro. Se davvero vogliamo sfruttare le potenzialità di Linkedin dobbiamo impegnarci nella cura delle nostre connessioni e renderci visibili a loro, ma su questo c’è talmente tanto da dire, che magari scriverò un post dedicato.

Come avevo anticipato queste sono solo delle semplici strategie per rendere il nostro profilo Linkedin più fruibile e utile allo scopo. Ogni piattaforma social ha le sue regole e il suo utilizzo, esiste una netiquette per tutto. Ovviamente ognuno è libero di prendere questi suggerimenti come vuole, chiaramente come Recruiter mi dispiace che le persone non utilizzino in maniera appropriata i sistemi che hanno a disposizione perdendosi cosí delle occasioni.  Se vi va provate a cambiare qualcosa nel vostro profilo: questo non assicura che cambierete lavoro, ma sicuramente la vostra visibilità aumenterà, l’ho sperimentato in prima persona. E se fate la prova, fatemelo sapere che succede, sono curiosa. In bocca al lupo in ogni caso per la vostra ricerca, se state cercando!

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