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Buon compleanno a me, a quella che ero, a quella che sono e a quella che sarò! Buon compleanno alle mie fragilità, alle mie debolezze, alle mie paure, alle mie insicurezze, alle mie stanze buie, alle mie porte chiuse, alle mie delusioni, ai miei dubbi e ai miei sbagli. Buon compleanno ai miei desideri, alla mia innata empatia, alla mia voglia di sperimentare, alla mia passionalità, alla mia educazione, alla mia maternità, alla mia eterna giovinezza, alle mie contraddizioni, al mio essere sempre un pò sopra le righe, ai miei momenti di felicità, al mio essere donna e anche un pò uomo. Buon compleanno a tutte le cose che ho fatto, a tutte le esperienze vissute e a tutte le persone incontrate: senza di voi non sarei quella che sono oggi.

Non so a voi, ma in genere gli auguri di compleanno arrivano sempre dagli altri e mai da me stessa. Anzi! Il compleanno mi ha sempre dato un pò d’imbarazzo, non mi è mai piaciuto festeggiarlo, ma forse perchè gli ho sempre dato un valore “negativo”. Il tempo che passa, la vita che si accorcia, la voglia di restare sempre “ragazza”.

Oggi invece ho una visione un pò differente: è come se il giorno del compleanno fosse una sorta di lancetta di un grande orologio che rappresenta la linea della nostra vita. Sappiamo sicuramente quando inizia, non ci è dato di sapere quando finirà ma intanto ogni anno la lancetta segna il tempo che è passato. Ma il tempo passato non ha necessariamente un’accezione negativa, anzi. Senza quel tempo non avrei sperimentato cose nuove, non avrei vissuto nuove esperienze (positive o negative che siano), non avrei arricchito di tanti tasselli la mia personalità. Senza quel tempo sarei rimasta uguale a me stessa, e sarebbe stata un gran noia!
Io credo che ogni giorno sia una sorta di regalo che va assaporato nella sua interezza, nel bene e nel male: se fosse solo bene sarebbe poi talmente scontato che non potremmo renderci conto di quanto è bello il bene.

Oggi è il mio compleanno ed io non sono la stessa persona che ero un anno fa. I miei desideri sono differenti, i miei gusti sono cambiati, i miei pensieri si sono evoluti, altrimenti non sarei nemmeno qui a celebrare con un testo il mio compleanno.

E allora tanti auguri a me, regina delle contraddizioni, personalità a volte ambigua. Auguri a me che non mi piaccio mai. Auguri a me che 100 ne penso e 1000 ne faccio. Auguri a me che non posso piacere a tutti, e che va bene così. Auguri a me che non sono una madre “tipica” e ne sono proprio soddisfatta.
Auguri a me che metto passione in tutto quello in cui credo e che amo veramente, senza se e senza ma. Auguri a me a cui dedico una splendida e famosissima poesia di Alda Merini:

“Ci sono donne…
E poi ci sono le Donne Donne…
E quelle non devi provare a capirle,
perchè sarebbe una battaglia persa in partenza.
Le devi prendere e basta.
Devi prenderle e baciarle, e non devi dare loro il tempo il tempo di pensare.
Devi spazzare via con un abbraccio che toglie il fiato, quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola, una soltanto
a bassa, bassissima voce. Perchè si vergognano delle proprie debolezze e, dopo
averle raccontate si tormentano – in una agonia lenta e silenziosa – al pensiero che,
scoprendo il fianco, e mostrandosi umane e fragili e
bisognose per un piccolo fottutissimo attimo,
vedranno le tue spalle voltarsi ed i tuoi passi allontanarsi.
Perciò prendile e amale. Amale vestite, che a
spogliarsi son brave tutte.
Amale indifese e senza trucco, perchè non sai
quanto gli occhi di una donna possono trovare
scudo dietro un velo di mascara.
Amale addormentate, un po’ ammaccate quando il sonno le stropiccia.
Amale sapendo che non ne hanno bisogno: sanno bastare a se stesse.
Ma appunto per questo, sapranno amare te come nessuna prima di loro.”

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